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San Vincenzo
Testi trascritti da Luciano Del Giudice

La chiesa dedicata a S.Vincenzo di Saragozza, si trova a circa 2 Km dal centro abitato di Carsoli lungo la via Valeria per Colli di Montebove,tra due fossi con il fiume a fondovalle , che è fiancheggiato dalla vecchia strada romana.La chiesa è lunga 4,10n alta 5,70,con affiancato un edificio ex romitorio,ha una forma allungata con abside laterale sul lato N. Il paramento murario esterno è in conci di pietra a vista.Tutta la struttura poggia su una base più antica che corre lungo tutto il perimetro,e di cui non conosciamo l’origine. Su questa base è impostato l’edificio,il cui paramento mostra una tessitura a pezzame irregolare,sui lati N e S,sotto lo sporto del tetto,l’ordito è più regolare e di vetustà minore. Sul lato S si evince una finestra murata,e l’altra sopra il portale ristretta in larghezza,non sono chiare le scelte di queste modifiche. Il portale romanico è del XI sec,raro esempio di stile lombardo avanzato,in pietra calcarea,consta di sei stipiti in pietra lavorati,e mensoline decorative,al di sopra l’archivolto con piattabanda che racchiude labili tracce di affresco.

Il lato est ,dove all’interno è allocato il primo altare,è il palese risultato di un ampliamento con sperone laterale,la cesura dei conci è più serrata e regolare.L’interno ad aula unica,ha due altari,la capriata in legno mantiene delle pianelle in cotto,originariamente con disegno a rombi. Il pavimento in cotto del tipo “fatto a mano”proviene dal Viterbese. L’altare minore ,si trova nell’abside,che termina con due colonnine polilobate e sopra un archivolto,il tutto è in gesso.Tutto l’abside è affrescato con motivi floreali e stelle su singolare sfondo grigio,gli affreschi sono collocabili agli inizi del ‘500. Il primo altare è in stucco policromo(con zone colorate in origine),e racchiude copia della pala del XIII secolo(l’originale si trova al Piccolomini di Celano),l’altare è stilisticamente vicino a quello di S.Maria in Cellis e storicamente collocabile alla II metà del XVII secolo.La pala d’altare ,tra le più antiche della regione,raffigura la Vergine che allatta il figlio,sul verso un vaso di rose raffigurato,da la seconda titolazione all’edificio,cioè Madonna delle Rose.

Le pitture,di autore ignoto, rappresentano dei santi così composti:ai lati dell’altare principale,S.Vincenzo di Saragozza con dalmatica palma del martirio e S.Antonio da Padova che tiene in braccio Gesù bambino. Da un saggio si è constatata la presenza di affresco dietro l’altare ,il quale fa capire che il ciclo pittorico copriva tutta la parete est ante XVII sec.Sul lato N S. Rocco,vicino altra figura non recuperata,collocabile come quelli dell’altare principale al XVI sec. Intorno una cornice lavorata più tarda,al di sotto sono presenti tracce di affresco più antico attribuiti al’400,ma non recuperabili.La parete sud presenta nell’affresco la riproduzione di tre figure ,iconograficamente afferenti ai santi S. Paolo,S .Elena e un frate,questa ciclo è collocabile agli inizi del XVI secolo.Le figure dei santi Vincenzo e Elena,sono le più antiche referenti e presenti in Abruzzo,.Ricordo che S.Elena era la madre dell’imperatore romano Costantino,edificatore della prima chiesa dedicata al martire spagnolo,nei pressi del Volturno.All’interno sono presenti due epigrafi,del IV secolo provenienti da alcune tombe trovate a fondovalle,insieme al miliare del IV sec ora posto nella chiesa di S.Vittoria. Sul tetto un campaniletto,assentato in passato da ignoti delle due campane.

In base ai ritrovamenti archeologici,si è potuto stabilire una frequentazione abitativa del sito già dal periodo romano,e continuativa sino almeno agli inizi del XVII secolo.La comunità stanziata nei pressi della pieve,era ,su base dei ritrovamenti,a vocazione agricola con coltura predominante della viticultura,legata alla fidelitas del diacono invocato come protettore degli orfani,vedove e della vite,nel medioevo diventa curtis e ricordata dagli storici col nome di Villa S.Vincenzo. La chiesa era più piccola in passato,con fronte all’abside un campanile di cui si è ritrovata la ipotetica campana.La campana collocabile ai primi del ‘300, è tra i manufatti più antichi d’Italia,l’epigrafe in gotico maiuscolo risulterebbe un anagramma dove ad ogni lettera appartiene un significato in verticale,intradotta nonostante l’ausilio dell’egregio prof Tedeschi esperto in paleografia presso la Cà Foscari di Venezia.le cause della distruzione del piccolo borgo non sono chiare,sembrerebbe perito di fuoco,su documentazione di storici dell’800.Il monumento ,che ha subito nei secoli rimaneggiamenti,si attesta come la più antica rappresentazione d’Abruzzo dedicata al santo di Saragozza.Nel 2011 l’edificio è stato oggetto di completo restauro con due importanti contributi,il primo di 35.000€ per il tetto stanziato dalla diocesi dei marsi,il secondo di 292.000€ proveniente dall’8‰ IRPER 2010,tutto patrocinato dalla sovrintendenza d’Abruzzo.Il monumento visitabile è contattando il parroco di Carsoli(Aq) Don Enzo Massotti,resta aperto nelle domeniche.

Per maggiori approfondimenti: La chiesa di S.Vincenzo di Saragozza Autore.

Luciano Del Giudice

 La chiesa di S. Vincenzo di Saragozza o Madonna delle rose in Carsoli

 
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