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Uomini illustri
Testi trascritti dal prof. Angelo Melchiorre  maggiori info autore
Il Vicario Generale di Subiaco, Signor Cassoni, mandò al clero di Carsoli un opuscolo in cui descriveva il Beato Palombo o Colombo figlio del Conte di Carsoli. Costui fu figlio unico, ed atterrato dai Longobardi il Monastero e Chiesa del Santo Speco di Subiaco, ed abbandonato da suoi monaci, costui ivi sopra una collina del santuario si fabbricò una casetta e vi si ritirò, ed ivi abitò per 25 anni. Tornarono al suo esempio i Benedettini, ed aprirono di nuovo al culto il Sacro Speco; il detto Colombo fa' donazione ai Benedettini istessi di quanto possedea in Carsoli sua patria. Il suo corpo riposa in S. Scolastica di Subiaco, ma non si sono fatte le accurate ricerche per rinvenirlo, ed. il padre Casaretto, che molto ha abbellita la Chiesa del Sacro Speco, a memoria del Beato Colombo fe' riattare la casetta sopra il Sacro Speco, affinché non se ne perdesse la memoria. 
 
Altri uomini illustri di Carsoli. Pria di tutto debbo parlare della famiglia dei Signori Cavalieri De Leoni. Questa famiglia è antichissima in Carsoli. Monsignor Corsignani parla di un tal Giacomo e Gio.Andrearea De Leoni amati da Ladislao re di Napoli, e molto beneficati da questo re; fiorirono nel 1413, erano familiari e domestici di questo stesso re, ed ospitavano presso di lui. Un altro Gio.Andrea De Leoni, dottore celebratissimo, fu investita col regal consentimento di alcuni tenimenti quasi feudali nel territorio di Carsoli ed Oricola sotto l'anno 1463 dal Cardinale Orsini Duca di Tagliacozzo. 
 
Debbo osservare che questa famiglia era di già, illustre pria del 1413, mentre le famiglie reali non ammettono a gentiluomini e confidenti loro se non le famiglie di qualche lustro. In conferma di quanto dissi, questa famiglia erigeva a fundamentis una Chiesa nel Castello di Carsoli presso la loro casa all'Arcangelo S. Michele, come da lapide da me antecedentemente riportata. Hanno militato nell'esercito Pontificio, e conservano un diploma che gli annovera al patriziato e nobiltà Romana, e di questo ne hanno una lapide, ossia una colonnetta eretta sul monte Capitolino di Roma. Presentemente vivono il Signor Mariano De Leoni, Maggiore Penzionato, ed. il Capitano Signor Luigi De Leoni anco penzionato, il quale con sommo coraggio, ed annegazione di se stesso nella rivolta di Bologna nel 1831 riprese la bandiera in mano dei rivoltasi. 
 
Tutti della famiglia ceonservano una educazione e grandezza di animo disinteressato e religioso. Il crollo a questa famiglia fu dato da Ascanio De Leoni, zio dei suddetti, il quale essendo l'erede principale per dritto di primogenitura giocò assieme colla stravagantissima sua moglie tutto il suo asse vistoso in una colla tenuta, di Luppa. L'Istoria Marsicana parla di due provinciali di Carsoli. Ho conosciuto il Sig. D.Gio.Battista Canonico Mareangeli, il quale fu segretario intimo e confidente del Nunzio Apostolico in Parigi, e dovette nella rivoluzione del fine dello scorso secolo fuggire assieme col Cardinale. Era uomo dotto, tutti i Vescovi Marsicani ne faceano grande stima; presenziò al Sinodo Marsicano, era esaminatore prosinodale, si ritirò in Carsoli con un Canonicato, e visse sino all'età di 84 anni, ed era tanta la sua pietà e religione che partendo dalla sua casa giornalmente celebrava nella Chiesa Perrocchiale sino a poco tempo pria della pua morte. 
 
Era uomo prudente e conoscea bene il diritto Canonico e civile, e moltissime persone accorrevano a lui per consiglio. Il presente nostro Parroco D.Serafino Angelini é un buono Oratore, ed. è stato chiamato più volte in molti paesi della nostra Diocesi a recitare le Orazioni Panegiriche, con molta soddisfazione del pubblico. Viene continuamente ricercato, ma la sua cura Parrocchiale non permette aderire alle istanze ed agli inviti di chi lo ricerca. 
  
In ultimo non dobbiamo tralasciare l'Ill.mo Monsignor D. Giovanni Arcidiacono Ricciotti, Vicario Generale della Diocesi de ' i Marsi, il quale benché non sia Carseolano, pure fin da giovanetto fu Arciprete della nostra Collegiata pria che fosse ordinato Sacerdote, e quindi chiamato in Pescina l'Ill.mo Veseovo D. Michelangelo Sorrentino, in qualità di Provicario; ha retta la Diocesi nelle vacanze di due Vescovi eletto per comun consenso a Vicario Capitolare, e con molta prudenza, e saviezza amministrò la nostra Diocesi, e i nuovi Vescovi lo hanno riconosciuto il più abile ed idoneo a tal lodevole disimpegno. Fece li suoi studi in Roma, e si distinse; è uomo di intemerata probità, e di ottimi costumi.

 
Testi tratti da Notizie di Carsoli di Don Antonio Zazza (Manoscritto inedito del 1873)
 
 

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